IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Tratto da: www. turismofvg.it

I vini
Friuli Venezia Giulia, una terra di grandi vini
Un paesaggio eterogeneo e suggestivo, quello del Friuli Venezia Giulia, dove vige un'innata vocazione alla viticoltura e si producono vini d'eccellenza: qui, puoi vivere un'esperienza sensoriale unica, scoprendo bianchi tra i migliori al mondo e rossi particolarissimi, assaggiandoli direttamente nelle tante tipiche cantine disseminate sul territorio.
Otto zone DOC e tre DOCG per un totale di 1500 aziende che producono 80 milioni di bottiglie l'anno, con etichette rinomate, come quelle del Friulano (ex Tocai) e due gioielli quali il Ramandolo e il Picolit. A queste si aggiungono anche due zone doc interregionali.

Friuli-Aquileia, Carso, Collio, Friuli Colli Orientali, Friuli Grave, Friuli Latisana, Friuli-Isonzo, Friuli Annia sono le zone DOC da cui nasce una ricca varietà di vini, autoctoni e non, portando avanti una tradizione che in Friuli Venezia Giulia pone le sue antiche radici ai tempi dei Romani.
 
Oltre ai preziosi e già citati Picolit e Ramandolo, famosi "vini da meditazione", puoi assaggiare robusti rossi (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Refosco dal peduncolo rosso, Terrano, Pinot nero, Schioppettino, ecc.) e profumati bianchi (Friulano, Verduzzo friulano, Malvasia istriana, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling, Sauvignon, Traminer aromatico, Glera, ecc.) che si abbinano ai gustosi e raffinati piatti della gastronomia locale e internazionale.

I sapori di Cividale del Friuli
La buona cucina è di casa a Cividale, cittadina di grandi tradizioni gastronomiche; nelle trattorie e osterie caratteristiche vale la pena gustare la minestra di pasta, fagioli e cotiche, il salame friulano aromatizzato all'aglio, il frico (formaggio fuso con patate), il salame cotto nell'aceto con cipolla e infine gli gnocchetti di farina e il purè di patate con verdura, tipici della valle del Natisone.
Un cenno particolare meritano due celebri piatti della tradizione: il muset con brovade e la gubana.
Il muset, il cotechino friulano, viene preparato con le parti grasse magre del maiale (carne principe tra quelle regionali) a cui vengono aggiunte spezie quali la cannella, il pepe nero e la noce moscata. La tradizione vuole che il muset venga servito con brovade, ovvero con rape fermentate nelle vinacce.

La gubana è fatta di pasta dolce lievitata, avvolta a mano su se stessa per prendere la tipica forma a chiocciola, racchiude al suo interno un ricco ripieno di nocciole tritate, noci, uvetta, pinoli. In totale gli ingredienti sono 19, amalgamati con antica sapienza. La gubana, che richiede tre giorni di lavorazione per essere preparata, viene lasciata lievitare fino al raggiungimento del volume classico, indi viene posta in forno. La cottura avviene a temperatura moderata per circa cinquanta minuti. Assolutamente priva di coloranti e conservanti mantiene inalterate fragranza e bontà per mesi, se conservata in luogo fresco e asciutto.
E' impossibile bere un vino mediocre a Cividale: la cittadina è l'indiscussa capitale della zona di produzione dei vini DOC "Friuli Colli Orientali", vini di gran pregio e carattere, tutelati da un Consorzio.
Nei 2.300 ettari di vigneti, si coltivano vitigni autoctoni quali Tocai friulano, Verduzzo friulano, Ribolla gialla, Schioppettino, Pignolo, Tazzelenghe, Refosco dal peduncolo rosso e Picolit, e vitigni internazionali quali Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero della Borgogna e ancora Sauvignon, Cabernet, Merlot, Traminer aromatico, Riesling renano e Malvasia istriana.
L'adattabilità delle terre friulane ha quindi consentito grandi produzioni, sia da un punto di vista quantitativo sia da un punto di vista qualitativo.
Produzioni volutamente contenute, vendemmie manuali e l'uso di moderne tecnologie di vinificazione sono all'origine dei vini che hanno fatto la storia dell'enologia friulana.

Il prosciutto di San Daniele
La lavorazione del prosciutto di San Daniele richiede numerosi e delicati passaggi ancora eseguiti secondo l'antica tradizione artigianale.
Il vero segreto della lavorazione è però il microclima del Sandanielese, dato dall'incontro delle correnti fresche provenienti dalle Alpi con le correnti umide dell'Adriatico; la natura morenica del terreno favorisce la ventilazione influendo sulla percentuale di umidità e garantendo così l'equilibrio ottimale per la stagionatura. L'ambiente di produzione è veramente molto importante per il prosciutto (ed anche per altre produzioni agro-alimentari tipiche del territorio): per questo la sua tutela è uno dei principi cardine del Parco Alimentare di San Daniele, un'area di 120 kmq che comprende i comuni di San Daniele, Ragogna, Rive d'Arcano, Fagagna, Coseano, Forgaria nel Friuli e Dignano.
La produzione parte dalla scelta dei maiali, rigorosamente italiani, seguiti durante tutta la loro crescita ed alimentati in modo controllato. In seguito si selezionano le cosce migliori, del peso di almeno 12 kg.
Il peso è molto importante poiché determina la durata della fase di salatura, effettuata con sale marino a grana media: questo provoca lo spurgamento dell'umidità dal prosciutto, che così acquisisce il suo tipico gusto. Dopo il controllo preliminare di conformità sulle cosce viene apposto il contrassegno D.O.T. e la data dell'inizio della lavorazione. A seguire le cosce vengono ricoperte con sale marino e rimangono sotto sale per un numero di giorni pari al loro peso. La fase successiva è la pressatura, che ha lo scopo di far penetrare in profondità il sale e di dare alla carne una consistenza ottimale per la successiva stagionatura.
Si procede quindi con la pre-stagionatura, durante la quale i prosciutti riposano per tre mesi.  Al termine del periodo si lavano le cosce per poi appenderle nei saloni per almeno altri otto mesi di stagionatura; nel frattempo i prosciutti vengono "stuccati", ovvero ricoperti con un impasto bianco di farina e grasso di maiale, che impedisce alla carne scoperta dalla cotenna di seccarsi troppo rapidamente. 
Durante la stagionatura vengono operati controlli periodici, come la puntatura che consiste nell’inserire un osso di cavallo, poroso molto sottile, che impregnandosi d'aroma consente all'olfatto degli esperti di confermare la qualità del prodotto. 
Al compimento del tredicesimo mese dall’inizio della lavorazione l’Istituto di certificazione, INEQ, esegue i controlli finali. I prosciutti rispondenti a tutti i requisiti del Disciplinare di Produzione sono certificati e su di essi è impresso a fuoco il marchio del Consorzio.
San Daniele del Friuli è anche una piacevole cittadina ricca di arte e di storia, sicuramente meritevole di una gita.

Malghe
Le malghe sono costruzioni tipiche della montagna, usate nel periodo estivo per il ricovero del bestiame e la produzione dei formaggi e altri prodotti caseari.

In Friuli Venezia Giulia le malghe hanno un valore in più! 
La malga della tradizione friulana è qualcosa di più, è una componente altamente caratterizzante il paesaggio culturale montano del Friuli Venezia Giulia. Queste strutture si fanno testimonianza di un passato lontano, un passato fatto di duro lavoro e di sacrificio.
Durante tutta l'estate alcune malghe offrono al visitatore la possibilità di pernottare tra le cime incantate del Friuli Venezia Giulia. Le migliori malghe ti apriranno le porte di una dimensione antica. Potrai assistere in prima persona alla tradizionale monticazione del bestiame, alla produzione del formaggio e alla semplicità della vita di montagna. Goditi l'autentica ospitalità nelle malghe!

Prodotti tipici: ce n'è per tutti i gusti!
Attualmente, in Carnia, Canal del Ferro, Val Canale e Gemonese, sono diverse decine le malghe in cui si trasforma il latte in prodotti caseari, di cui circa 20 offrono un servizio di ristorazione con prodotti tipici e spesso anche di pernottamento, mezza pensione o pensione completa. Le produzioni di malga contemplano i prodotti caseari più diversi: formaggio a latte misto, ricotta fresca e affumicata, burro, yogurt, formaggelle e caciotte a latte vaccino o caprino. Presso alcune malghe è inoltre possibile degustare salumi di produzione propria.

I percorsi consigliati
Il progetto "VIA DELLE MALGHE CARNICHE"-"Karnischer Almweg", consigliato dall'Agenzia TurismoFVG, propone percorsi immersi nella natura delle Alpi Carniche e nelle valli della Carinzia seguendo le tradizioni culinarie della zona. La scoperta dell'arte della lavorazione dei prodotti caseari è il filo conduttore delle camminate sui sentieri a tema. Troverai sicuramente dei sentieri in grado di soddisfare i tuoi interessi, dalla storia alla religione passando per la gastronomia. Alcuni dei percorsi sono percorribili anche in mountain-bike o a cavallo e agli amanti degli sport estremi sono dedicate avventure in deltaplano o in kajak.

Le delizie di Sauris
La cucina di Sauris è basata su pochi piatti, poveri negli ingredienti, ma amati dai buongustai di tutto il mondo soprattutto per la qualità dei prodotti: il rinomato prosciutto, lavorato nelle aziende locali secondo le tecniche secolari di conservazione, ma anche il formaggio e la birra.
Prosciutto - Da oltre un secolo la qualità di questo prodotto è indiscussa: il particolare clima di Sauris, abbinato alla sapiente affumicatura, fanno superare alle aziende la dimensione strettamente regionale con una rapida espansione sul mercato italiano ed estero. Per soddisfare tutte le richieste, la capacità produttiva è incrementata notevolmente nel nuovo millennio, a vantaggio della commercializzazione di tutti i prodotti caratteristici: oltre al prosciutto IGP, non vanno dimenticati lo speck, l'ossocollo, i salami, la pancetta, il lardo, il cotechino e le salsicce.
Formaggio - Gli standard di qualità dell'attività casearia rimangono inalterati nel tempo, benché il numero delle malghe attive si sia ridimensionato rispetto ad una volta. La particolare formazione geologica della vallata di Sauris ha conferito all'erba dei pascoli una ricchezza tale da rendere i prodotti caseari inconfondibili per gusto ed aroma. Formaggio, ricotta fresca e affumicata e burro sono acquistabili nel periodo estivo nei pascoli a 1500 metri di altitudine. Birra - Nel territorio di Sauris si produce e si commercializza una birra artigianale di elevata qualità (Zahre Beer), integrale, non pastorizzata né filtrata. L'amore per questo prodotto, così "diverso" per queste zone, rende la birra ancora più naturale e preziosa, grazie anche alle qualità dell'acqua che nasce e sgorga fresca e frizzante dalle sorgenti: ricca di sali minerali, lontana dallo smog e dall'inquinamento atmosferico presente nei centri industriali, la purezza dell'acqua si unisce all'equilibrio naturale delle sue caratteristiche fisico-chimiche, non rende necessario alcun ulteriore trattamento aggiuntivo.

I sapori del Carso
Itinerari del gusto in un altopiano sospeso sul mare
Il Carso è un promontorio aspro e affascinante, punteggiato di piccoli borghi in pietra, con belvedere da cui lo sguardo può entrare fin nel blu del mare. Di qui passano la bora e leggere brezze mediterranee, si incrociano bianche rocce calcaree, rosse doline e ampie distese di verde. Nel Carso puoi visitare la Grotta Gigante di Sgonico, la grotta turistica più grande al mondo, scoprire una ruralità speciale, sospesa tra Italia e Slovenia, come nella settecentesca Casa carsica di Rupingrande, entrare in agriturismo e tipiche osmizze, specie di osterie segnalate da frasche appese lungo la strada. E poi gustare deliziosi prodotti tipici che nascono solo qui.
Visita le aziende agricole e assaggerai gli speciali prodotti tipici del Carso!

I vini - Da questa terra rossa, ricca di ferro e calcare e coccolata dal vicino mare, nascono da secoli non solo vini come Sauvignon e Chardonnay, ma anche varietà autoctone come il Terrano, dal colore rosso rubino e il profumo di frutti di bosco, la Vitovska, un bianco fino ed elegante, la Malvasia, dal sapore asciutto e fresco.
I formaggi - Nel Carso si producono formaggi vaccini, di pecora e di capra. I nomi sono curiosi e il gusto intenso: c'è il Tabor, che la tradizione fa risalire al periodo austro-ungarico, lo Jamar, invece, è stagionato per almeno quattro mesi in fondo a una grotta carsica. Senza dimenticare i formaggi arricchiti con il finocchio selvatico o con la santoreggia (zepek), una pianta spontanea dell'altopiano.
Olio extravergine di oliva Tergeste - L'olio D.O.P. Tergeste nasce nei terrazzamenti affacciati sul mare, dove il clima è più mite e le piante ricevono tutto il calore del sole.
Miele - Nel Carso nascono gustosi mieli autoctoni: mieli di acacia, tiglio e melata, il miele di marasca (dalla tipica pianta locale nota come ciliegio canino) e il millefiori del Carso.
Prosciutto crudo del Carso - Scuro, sapido e di forte personalità è aromatizzato con aglio, alloro e rosmarino.

La Trieste enogastronomica
Dalla tradizione austriaca, sono diventate delle vere e proprie attrattive turistiche le osmizze; si tratta di case private Carsiche, aperte per brevi periodi, dove si possono consumare direttamente dai produttori salumi, oli d'oliva, formaggi e gli eccellenti vini della tradizione: il Terrano e la Vitovska.
Uno dei simboli da scoprire della tavola giuliana, nato come piatto "povero" ma oggi proposto anche dai migliori ristoranti, è la jota, un gustosissimo minestrone di fagioli, patate e crauti la cui ricetta è fortemente rivendicata dai Triestini.
La cucina Triestina non può prescindere dai prodotti del mare: la città è costellata da innumerevoli ristoranti che propongono pesci e crostacei in tutte le forme e per tutte le tasche. I sardoni sono il pesce più diffuso: fritti, impanati o in savor (fritti e marinati con aceto e cipolla) sono le ricette più tipiche; ma anche branzini, orate, tonni, cozze, vongole, seppie e tutti i prodotti, del golfo o importati, che il mercato ittico offre.
Per quanto riguarda i dolci, le pasticcerie cittadine sono imbandite di krapfen e strudel, di succulente torte sacher, di origine viennese, e di putizza e presnitz, dalla vicina Slovenia.
Sedersi a tavola a Trieste diventa un vero e proprio viaggio tra sapori, odori e colori appartenenti a culture e modi di vivere diversi, che però qui trovano un gusto che è veramente unico.

Fattorie didattiche
Le fattorie didattiche del Friuli Venezia Giulia sono aziende agricole e agrituristiche strutturate, formate e organizzate per accogliere le scolaresche e i visitatori interessati.
Nelle fattorie didattiche puoi conoscere il mondo rurale, la sua cultura, le sue tradizioni e attività, la vita degli animali, l'origine dei prodotti, attraverso un approccio esperienziale, interattivo e piacevole. Spesso vengono definite come un laboratorio d'insegnamento all'aperto in cui l'educatore è l'agricoltore stesso, che trasmette il "sapere" del proprio lavoro. Le tematiche sono quelle della scoperta della natura e del territorio e del recupero del legame esistente tra i prodotti della terra, la loro origine e le tecniche di produzione, a favore di una corretta e sana alimentazione, di un consumo consapevole e di uno sviluppo sostenibile dell'ambiente.
Grazie alla collaborazione dell'ERSA - Agenzia regionale per lo sviluppo rurale - è stato avviato un rilevante programma di formazione professionale degli operatori agricoli e scolastici: attualmente sul territorio regionale sono operative diverse decine di fattorie didattiche accreditate.
Ecco cosa puoi fare nelle fattorie didattiche - Le attività che si possono realizzare presso le fattorie sono numerosissime e tutte originali e piacevoli: dalla produzione di marmellate alla tosatura e cardatura della lana, passando per la preparazione delle salsicce e la semina degli ortaggi. I laboratori prevedono inoltre il lavoro in scuderia, la vendemmia, il riconoscimento degli alberi e dei versi delle varie specie di uccelli e animali da cortile.

I presìdi Slow Food del Friuli Venezia Giulia
Il Friuli Venezia Giulia è una terra ricca di specialità gastronomiche che caratterizzano l'identità di un territorio legato alle tradizioni e ai prodotti semplici e artigianali. Ora può vantare pure la certificazione di qualità fornita dai presìdi Slow Food, esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura che esalta la qualità recuperando le tecniche produttive tradizionali e salvando prodotti buoni, puliti e giusti secondo la filosofia Slow Food.

In Friuli Venezia Giulia i presìdi Slow Food sono 9: Aglio di Resia, Radìc di mont, Formadi frant, Pan di sorc, Pestàt di Fagagna , Cipolla di Cavasso e della Val Cosa, Formaggio di latteria turnaria, Rosa di Gorizia e Pitina.

Aglio di Resia - L'aglio di Resia, strock per i resiani, è una qualità di aglio dolce, priva dell'aroma acre delle varietà comuni, ed è particolarmente adatto alla produzione di salumi. Le coltivazioni sono naturali e la concimazione avviene con letame bovino. L'area di produzione è la Val di Resia, nel Tarvisiano.

Radìc di mont - Il radìc di mont è un particolare tipo di radicchio viola che si trova durante il mese di maggio sugli alpeggi della Carnia. La raccolta dura solamente 15 giorni e ogni raccoglitore può portarsi a valle al massimo un chilogrammo di radicchi. Questo tenerissimo radicchio selvatico si può consumare in insalate e frittate.

Formadi frant - Il formadi frant è un formaggio fresco della Carnia nato per lo scopo di salvare le forme di formaggio di malga "difettose" perché gonfiate o con la crosta spaccata. Per la produzione, che avviene nelle zone di alpeggio della Carnia, si utilizza solamente formaggi a latte crudo. Il formadi frant può essere gustato anche solo dopo 15 giorni di maturazione o dopo una stagionatura di massimo due mesi.

Pan di sorc - Il pan di sorc, farina di mais in lingua friulana, è l'ultimo arrivato tra i presìdi Slow Food grazie alla volontà dell'Ecomuseo delle Acque del Gemonese che ha riproposto il consumo e la vendita di questo pane dolce e speziato, ricco delle contaminazioni d'oltralpe. I cereali coltivati in loco, detti cinquantini, si sviluppano e maturano in un lasso di tempo di massimo 50 giorni, riuscendo ugualmente a svolgere un ciclo completo anche in una zona poco calda e piovosa come il Gemonese.

Pestàt di Fagagna - Il pestàt è una conserva-condimento del tutto particolare pensata per conservare nel lardo di suino i profumi e i sapori delle verdure e delle erbe provenienti dagli orti nel periodo autunnale. La produzione, a livello famigliare, avviene durante la macellazione dei maiali, da novembre a marzo. Il lardo, proveniente da maiali locali allevati allo stato semibrado con un'alimentazione naturale, viene macinato e miscelato con un trito di verdure e spezie e poi insaccato in un budello naturale e stagionato in cantine umide e fresche.

Pitina - La pitina, di origini contadine, nasce per soddisfare l'esigenza di conservare la carne durante i mesi autunnali e invernali nelle zone tradizionalmente povere delle valli a nord di Pordenone, nella Val Tramontina e Val Cellina. Un tempo, la carne veniva tritura nella pestadora, un ceppo di legno incavato, assieme a sale, aglio, pepe nero spezzettato. Si formavano delle piccole polpette che si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sulla mensola del fogher. Ora l'affumicatura si realizza con diversi legni aromatici, ma con la prevalenza del faggio. La stagionatura della pitina è di almeno 30 giorni e si può mangiare sia cruda che cotta, anche nelle sue varianti peta e petuccia che differiscono dalla pitina per le diverse erbe aromatiche aggiunte nell'impasto e, nel caso della peta, per le dimensioni più grandi.

Rosa di Gorizia - Si tratta di una varietà locale di radicchio rosso (Cichorium intybus) simile a una rosa appena sbocciata, ed è per questo che prende il nome di Rosa di Gorizia. La rosa, conosciuta fin dai tempi degli Asburgo, ha un sapore intenso, appena amarognolo, croccante. Il colore è rosso carico, brillante, con variegate sfumature verso il rosa o il rosso granato. La Rosa di Gorizia è reperibile sul mercato da dicembre a febbraio.

Cipolla di Cavasso e della Val Cosa - Questo ortaggio si coltiva nella zona pedemontana del Friuli occidentale, e in particolare nell'angolo di territorio racchiuso tra i torrenti Meduna e Cosa. È caratterizzato dalla tipica tunica rossa con riflessi dorati che si tinge di toni più rosati nella zona della Val Cosa. Dentro, un cuore croccante e dolce, che rende la cipolla ottima anche da mangiare cruda e mai piccante. La raccolta della cipolla di Cavasso e della Val Cosa avviene ad agosto e si conserva in trecce tutto l'anno.

Formaggio di latteria turnaria - La tradizione delle latterie turnarie era un tempo diffusa in tutto il Friuli. Era un modo di gestione del latte economico e facile, adatto alla produzione casearia di piccola scala tipica del territorio friulano, con numerosi allevatori sparsi in ogni borgata. Si metteva insieme il latte di più famiglie e si caseificava collettivamente. Il formaggio prodotto, detto semplicemente "latteria", stagiona fino ad un anno. Si tratta di un formaggio a latte crudo ottenuto senza l'utilizzo di fermenti industriali proveniente da piccoli allevamenti situati a poca distanza dalla latteria. In questi allevamenti la razza più diffusa è la locale pezzata rossa che non viene alimentata a base di insilati di mais.
Le realtà ecomuseali del Friuli Venezia Giulia contribuiscono a garantire la qualità e la territorialità di ogni presidio: l'ecomuseo Lis Aganis per la pitina, l'ecomuseo Val Resia per l'aglio, l'ecomuseo delle Acque del Gemonese per il pan di sorc e l'ecomuseo I Mistîrs per il radic di mont e il formadi frant.

La Strada dei castelli e dei sapori nel Friuli Collinare
Dal prosciutto di San Daniele alla trota, ma anche prelibati formaggi, marmellate, vini e grappe friulane: vieni a gustare il Friuli Collinare e a scoprire i suoi tesori d’arte!
La Strada dei castelli e dei sapori è un progetto di valorizzazione turistica che propone con i suoi prodotti tipici, tesori artistici e naturali per creare un mix originale di sapori, paesaggi e cultura.
Le eccellenze storico-artistiche e artigianali del territorio sono presentate infatti attraverso una rosa di aziende dove è possibile non solo degustare i prodotti enogastronomici tipici del Friuli Collinare, ma anche soddisfare la curiosità di vedere con i propri occhi come vengono realizzati. Prosciuttifici, distillerie, aziende agroalimentari, latterie, macellerie e panifici: queste e altre le aziende aperte al pubblico. E per renderti conto della genuinità di questi prodotti potrai anche assistere ad una o più fasi di produzione, effettuare delle visite guidate o prendere parte ai minicorsi dedicati alla lavorazione dei prodotti e realizzati apposta per te!
Avrai la possibilità di immergerti nelle tradizioni culinarie di questa rinomata zona del Friuli Venezia Giulia e farti incantare dalla spettacolarità delle sue opere d'arte, specialmente dai monumentali castelli, tutt'oggi ancora abitati. E ancora musei, monumenti e siti storici, siti archeologici, chiese, ville e borghi del Friuli Collinare tutti da scoprire e ammirare!
Promotori del progetto La Strada dei castelli e dei sapori sono la Comunità Collinare del Friuli con il Parco Agro-Alimentare di San Daniele del Friuli, l'Agenzia Turismo FVG, il Consorzio per la salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia e il Consorzio Pro Loco.

I sapori del Friuli Collinare
Dal prosciutto di San Daniele al pestàt di Fagagna: eccellenze gastronomiche e presìdi Slow Food nel Friuli Collinare.
Vieni ad assaporare i gusti e i sapori di un territorio ricco di tradizioni culinarie e di eccellenze enogastronomiche. A San Daniele del Friuli non perdere l'occasione di assaggiare il famoso e omonimo prosciutto, qui prodotto grazie al microclima ideale che ne garantisce una stagionatura perfetta. Tra i sei presìdi Slow Food del Friuli Venezia Giulia uno lo puoi trovare e degustare a Fagagna nel Friuli Collinare: il pestàt, una conserva-condimento che racchiude le fragranze delle erbe e degli ortaggi locali nel lardo di suino. Ma potrai assaporare anche la mindricule, un tipico insaccato della zona, e poi la trota che nel San Danielese è rinomata per essere affumicata. E ancora le ricotte e i formaggi, tra questi il Formaggio Aqua di Fagagna, che può essere consumato sia fresco che stagionato. E per non farsi mancare nulla, in Friuli Collinare trovi vini eccellenti e per ogni occasione come il prosecco DOC a San Daniele del Friuli e vini biologici. Ma anche grappe aromatiche da accompagnare con deliziosi dolci preparati a mano.

Le risorse naturali del Friuli Collinare
Lasciati incantare dalle verdi colline e da laghi fatati: nel Friuli Collinare la natura è tutta da vivere!
Oltre a prodotti enogastronomici e tesori d'arte, il territorio del Friuli Collinare ti offre momenti di relax e divertimento con le sue molteplici risorse naturali. Non solo potrai ammirare paesaggi verdeggianti disegnati da dolci pendii, ma anche vivere esperienze uniche a contatto con la natura che ti arricchiranno! Alla Riserva naturale del Lago di Cornino, per esempio, potrai ammirare il volo dei grifoni, praticare birdwatching e partire alla volta del lago con i numerosi sentieri che da qui prendono origine.
A Ragogna, dall'omonimo lago di origine glaciale, avrai la possibilità di ammirare, immerso in un panorama mozzafiato, il volo degli uccelli migratori.
La Cicogna bianca ti aspetta a Fagagna nell'Oasi avifaunistica dei Quadris. All'interno, potrai effettuare visite guidate e scoprire un habitat naturale di grande suggestione. Ma non solo: nelle vicinanze del territorio del Friuli Collinare, in Alta Val Torre, potrai anche vivere un'esperienza nelle cavità della terra. Addentrati per una visita guidata nella Grotta di Villanova, dove le gallerie si snodano in piano per 8 lunghi Km. Ne rimarrai sicuramente affascinato! E se vuoi vivere un'esperienza curiosa, a Bordano, a pochi chilometri dall'area Collinare, troverai la Casa delle Farfalle, con più di 400 specie di lepidotteri che ti incanteranno con i loro strabilianti colori.

Documento tratto da www.turismofvg.it